Autoefficacia

Il senso di autoefficacia non ci viene regalato ma si sviluppa in ciascuno di noi solo attraverso un percorso all’interno abbiamo lavorato per curarne la crescita.

Il senso di autoefficacia può essere definito come le convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati.

Non si tratta di una generica fiducia in se stessi, ma della convinzione di poter affrontare efficacemente determinate prove, di essere all’altezza di determinati eventi, di essere in grado di cimentarsi in alcune attività o di affrontare specifici compiti.

L’ autoefficacia non è dunque una misura delle competenze possedute, siano sportive o professionali, ma la credenza che la persona ha in ciò che è in grado di fare in diverse situazioni con le capacità che possiede.

Le persone che hanno basso senso di autoefficacia si allontanano, intimidite dalle attività difficili o sfidanti.

Hanno basse aspirazioni e investono uno scarso impegno nel raggiungimento degli obiettivi che scelgono per se stesse. Di fronte a compiti difficili indugiano a considerare le proprie carenze personali, gli ostacoli che incontreranno e tutte le conseguenze avverse possibili piuttosto che concentrarsi su cosa fare per riuscire. Riducono il proprio impegno, e rinunciano facilmente trovandosi di fronte a difficoltà; sono lente nel recuperare il loro senso di efficacia in seguito a insuccessi e regressioni.

Poiché attribuiscono le prestazioni scadenti alla mancanza di capacità e doti personali, bastano pochi insuccessi per perdere fiducia nelle proprie capacità.

Invece, le persone che hanno alto senso di autoefficacia affrontano i compiti difficili come sfide da vincere, piuttosto che come pericoli da evitare.

Si pongono obiettivi ambiziosi e restano fortemente focalizzate nel loro raggiungimento. Di fronte alle difficoltà intensificano il proprio impegno e lo mantengono costante; recuperano velocemente il proprio senso di efficacia in seguito a insuccessi o regressioni. Tendono ad attribuire l’insuccesso a un impegno insufficiente o a una mancanza di conoscenze o di abilità che possono comunque essere acquisite. Affrontano le situazioni minacciose con la sicurezza di poter esercitare un controllo su di esse.

I concetti di autostima e di autoefficacia sono spesso usati indifferentemente, quasi fossero intercambiabili. In realtà sono cose diverse.

  • Il senso di autoefficacia riguarda giudizi di capacità personale
  • l’autostima riguarda giudizi di valore personale.

Una persona può giudicarsi irrimediabilmente inefficace in una data attività senza per questo perdere l’autostima, se non investe tale attività del senso del proprio valore personale.

Viceversa, ci si può sentire molto efficaci in una data attività senza per questo vantarsi delle proprie prestazioni.

Un percorso di crescita del senso di autoefficacia può riguardare i seguenti aspetti:

1. La valorizzazione delle esperienze di gestione efficace:

ovvero quelle esperienze personali affrontate con successo mettendo in gioco le proprie risorse; i successi determinano una solida fiducia nella propria efficacia personale.

Una volta sviluppato un forte senso di autoefficacia attraverso la sperimentazione di ripetuti successi, occasionali fallimenti non avranno probabilmente grande effetto sui giudizi circa le proprie capacità. Le persone certe delle loro capacità attribuiscono le cause dei loro fallimenti a un impegno insufficiente, a fattori situazionali o a strategie limitate.

Quando si attribuiscono le prestazioni scadenti a strategie imperfette piuttosto che a incapacità, il fallimento può aumentare la fiducia nel fatto che strategie migliori porteranno a futuri successi.

Le persone con alta autoefficacia difficilmente incorrono in vittimismi e inopportuni sensi di colpa di fronte a un fallimento, in quanto sono maggiormente in grado di riconoscere quando dipende da una mancanza di impegno o da alcune caratteristiche della situazione stessa.

Il modeling:

l’osservazione di altre persone che riescono a compiere un’azione o svolgere un compito con successo può incrementare la propria autoefficacia, poiché può portare a credere di possedere le abilità necessarie per fare quanto osservato.

La persuasione:

l’incoraggiamento ricevuto da altri per vincere una sfida ed essere convinti di possedere le capacità necessarie, concorre allo sviluppo della propria autoefficacia in misura proporzionale alla plausibilità e alla credibilità della fonte di persuasione. Da questo punto di vista il ruolo del coach è fondamentale nel facilitare nell’atleta l’acquisizione di responsabilità e consapevolezza.

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